Five To Five, il nuovo che avanza


19/07/2018 - La società pisana ha fatto un balzo in avanti per programmazione e progetti. Il punto con il patron Ciampi

Quando un anno fa spariva dai radar del futsal toscano una realtà come il Cus Pisa il primo pensiero di tutti andò al settore giovanile. Che fine avrebbe fatto quel patrimonio di ragazzi e bambini costruito con fatica negli anni? Dodici mesi dopo, chi ha avuto il coraggio e la forza di prendersi sulle spalle quella pesante eredità si gode i frutti di un lavoro sicuramente non semplice, ma portato avanti con fatica e dedizione. Giorgio Ciampi è il patron del Five to Five, la società pisana che ha deciso di puntare tutto sul settore giovanile proveniente dal Cus. Da 16 anni è il proprietario dell'omonimo centro sportivo e dal 2015 ha deciso di iscrivere una propria squadra in Figc. Subito la promozione dalla D alla C2, un primo anno con una salvezza conquistata e poi si sono aperte le possibilità di creare un progetto con pochi eguali in Toscana. "Ho sempre creduto e credo fortemente nel calcio a 5. Quando un anno fa c'è stata la possibilità di inglobare il settore giovanile del Cus si ho pensato, ho valutato l'opportunità e ho deciso che era un passo che si poteva e doveva fare. In questi 16 anni ho sempre sognato di creare qualcosa di questo tipo, ma mancava un'equipe di lavoro per fare le cose per bene". I successi che già avevano caratterizzato in passato l'attività giovanile del Cus si sono ripetuti anche sotto lo stemma del Five to Five: vittoria del Campionato Regionale Giovanissimi, secondo posto in quello Allievi e semifinali nella Juniores. Ad ulteriore merito sono arrivati i riconoscimenti ai Toscana Futsal Awards, con due capocannonieri (Celati nei Giovanissimi e Bartalini negli Allievi) e quattro oscar: i tre premi principali per gli Allievi: Allenatore, Benvenuti, Giocatore, Bartalini e Portiere, Casarosa, il miglior giocatore Juniores con Garcea e i piazzamenti sul podio di Dario Umalini tra gli allenatori e Vicari tra i portieri. "E' stata un'annata molto bella – spiega Ciampi – in cui siamo riusciti ad integrare alla perfezione il gruppo Cus. A questi ragazzi non abbiamo dato soltanto una casa per continuare a giocare a futsal, abbiamo dato molto di più. Si sentono più considerati. Al Cus c'era poco contatto umano, come è normale in una realtà di quelle dimensioni. Il grande merito va al nostro responsabile Nicola Lami e ai tecnici delle varie squadre". 
Un titolo vinto, uno sfiorato, una semifinale. Ti saresti aspettato risultati di questo tipo fin dal primo anno? 
L'obbiettivo era fare bene e far crescere i ragazzi. Le vittorie possono arrivare o meno in base a tanti fattori. Guardate le due finali disputate, Giovanissimi e Allievi. Sono state praticamente l'una lo specchio dell'altra. Due rimonte, una effettuata e una subita, che sono anche l'essenza di questo sport, che non finisce mai e può essere deciso dagli episodi. Dispiace non aver raggiunto la finale con la Juniores, uscendo pur avendo a mio parere giocato meglio dei nostri avversari. Ma magari avevamo ottenuto qualcosa di più nel turno precedente. Il verdetto del campo va sempre accettato. 
Guardando alla prossima stagione quali sono i progetti per il giovanile? 
Consolidare il lavoro fatto in questo primo anno. Confermeremo tutte le squadre e speriamo che la Federazione riesca ad allestire il campionato Under 21. Abbiamo tanti '99 e per noi sarebbe una fortuna avere questa categoria. Purtroppo nella zona di Pisa città oltre a noi c'è soltanto la Scintilla in D. Le altre due realtà principali, Pontedera e Montecalvoli sono più distanti. Abbiamo bisogno che nascano altre società qua intorno per poter dare sbocco a tutti i ragazzi che usciranno nei prossimi anni dal giovanile. 
A livello di prima squadra come vi muoverete? 
Cominceremo un processo graduale di inserimento dei nostri giovani. Ci saranno alcuni giocatori in uscita dal gruppo storico ed inseriremo in pianta stabile chi era già nel giro della C2, ovvero Garcea, Macchi e Vicari. Oltre a loro tre individueremo un altro paio di ragazzi da tenere in prima squadra. Nel giro di due anni vorremmo avere una squadra composta per il 90% dai nostri giocatori cresciuti nel vivaio, ma ovviamente hanno bisogno anche di chiocce per crescere. Dal punto di vista sportivo vorremmo cercare di lottare per le prime cinque posizioni. 
Come società quali possono essere gli sviluppi ulteriori? 
Sono sempre stato abituato a guardare al futuro. Lo faccio da imprenditore e lo devo fare da presidente. Prima o poi lotteremo per il salto di categoria ed in C1 serve un campo coperto. Sarebbe abbastanza assurdo, essendo proprietario di un impianto sportivo, dover andare a giocare altrove. Quindi stiamo pensando alla copertura di uno dei nostri campi. Ovviamente non è un discorso immediato. Bisogna valutare preventivi, pianificare economicamente e valutare bene il progetto. Ma il futuro va in quella direzione.