A metà circa del percorso di avvicinamento al Torneo delle Regioni in programma in Puglia dal 25 aprile al 1 maggio prossimi, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il selezionatore delle rappresentative juniores a allievi Simone Banchini.
Simone, le tue impressioni sul lavoro fin qui svolto?
Le mie impressioni e sensazioni a metà percorso sono sicuramente positive, soprattutto per l’aspetto che più interessa a noi dello Staff della Rappresentativa, e cioè l’attaccamento al progetto, il senso di appartenenza e la voglia di vivere al massimo questa esperienza messa in campo dai ragazzi che, ricordiamo bene, andranno a rappresentare la regione Toscana.
Notiamo sempre una presenza massiccia agli allenamenti.
Hai l’occhio lungo. E’ vero c’è grande partecipazione, direi una media del 90% dei giocatori è sempre presente agli stage, alcuni venendo anche da zone lontane rispetto alle location dell’allenamento.
Ed anche impegno e risposte a quello che proponete.
Tutti i ragazzi mettono una bella intensità nelle due ore di lavoro, lavoro composto da una prima parte tattica, sia con ausili video che col pallone, ed una seconda parte con alta performance di campo. L’impegno dei ragazzi è alto proprio come piace a me.
Sembra andar bene anche il rapporto con le società.
Giusto e a tal proposito, oltre ai ragazzi, voglio sottolineare l’impegno e la collaborazione dei dirigenti delle società, specialmente quelle lontane che si adoperano per il trasporto dei propri atleti, a volte sacrificando le presenze agli allenamenti pur di mandarli da noi, supportando poi noi dello Staff con notizie ed informazioni utilissime. Quindi già da ora un grazie di cuore ai giocatori, alle società di appartenenza ed anche alle famiglie, tutti indistintamente collaborativi.
Ti sei già fatto un’idea dei gruppi che porterai al Torneo?
Ti confesso che, come sempre del resto, saranno scelte difficili e per me sofferte. Io poi sono un tipo che si affeziona ai ragazzi, a tutti. Ma le regole ci impongono di scegliere e ad oggi abbiamo effettuato una prima scrematura numerica rispetto all’inizio lavori e siamo rimasti, sia in juniores che in allievi, con una quindicina di ragazzi con i quali affronteremo gli ultimi due mesi di lavoro, fino ad aprile quando saremo costretti a ridurre a dodici ciascuno i due gruppi, numero consentito per il viaggio in Puglia.
Passiamo ad argomenti un po’ più tecnici. Cosa sta nascendo?
Intanto ora cominceremo a giocare delle amichevoli, due con gli allievi e 3 con gli juniores, con i quali ne abbiamo in ponte una con la rappresentativa dell’Umbria che, se andasse in porto, sarebbe veramente un bello e prestigioso test. Partite importanti per testare i miglioramenti fatti e l’amalgama raggiunto, perché si sa che è importante creare quella che è la scintilla fondamentale in queste selezioni, cioè lo spirito di gruppo, la squadra insomma. Parlando del lavoro sul campo, abbiamo battuto molto sulle fasi di possesso e di non possesso e sulle transizioni. Nei prossimi allenamenti ci soffermeremo sugli schemi, tipo uscita dal pressing e palle inattive.
Un commento finale?
Come già detto prima, sono contento di quanto fatto fin qui, sia per gli juniores che per gli allievi. Stiamo cercando di fare un percorso concettuale simile per portare una linea di gioco comune, pur sfruttando le peculiarità di ognuno dei due gruppi, lavorando in maniera più analitica con i più grandi e più con esercitazioni di campo con gli allievi.
Quindi, se son rose….
Mi spiace, non ho il pollice verde (il mister si tocca….)
Antonio Gaggioli
Addetto stampa Rappresentative Toscana C5