Renzo, smaltita la delusione per un'annata ai margini dopo l'esonero dall'Isolotto, riparti da San Giovanni. Carico?
Mah guarda il tempo guarisce sempre tutto, a me l'esonero è servito per godermi appieno la vita sentimentale e ricaricare quelle batterie che dopo 20 anni cominciavano un po' a fare corto circuito. Carico come sempre, lo sai, quando faccio una cosa mi piace farla bene. Quindi che inizino le danze che sono pronto a ballare...
La società ha deciso di cambiare, puntando sui giovani. Come ti sei approcciato alla squadra?
Sono abituato a lavorare con i giovani e mi ci diverto pure tanto, la Sangio ha fatto bene a puntare su questi ragazzi perchè ce ne sono di veramente interessanti.
Per te è la prima volta in C1. Che campionato ti aspetti?
C'è sempre una prima volta... Mi aspetto un campionato molto agonistico e con pochi spunti tattici ma molto livellato e incerto fino alla fine.
Si parla di tante squadre favorite. La tua Sangiovannese a cosa punta?
Si, penso anche io che quest'anno non ci sia una favorita designata ma un bel lotto di pretendenti con la mia banda di giovinastri e nonnini pronti a fare i guastafeste. Non mi pongo obbiettivi iniziali vedremo strada facendo
Che ambiente hai trovato nel Valdarno?
Ottimo. Entusiasmo e voglia di far bene. Una società che mi sta dando la possibilità di lavorare bene e che mi sta appoggiando in tutto il lavoro che sto facendo. Vogliamo far crescere i giovani e ci riusciremo ehhhhh!!!!
Uno sguardo alla B che per tanti anni ti ha visto protagonista. Che campionato faranno le toscane?
Auguro di salvarsi a tutte quante ma la vedo un po durotta. A Poggibonsi hanno le carte in regola per essere protagonisti, a Prato finchè durani i nonnini... e gli altri invece dovranno portarsi a casa la pagnotta con le armi che le toscane hanno sempre messo in campo: grinta e determinazione.
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INTERVISTA CON RENZO BELLANDI
Interviste | | 2 min di lettura
La parola all'ex tecnico dell'Isolotto, da quest'anno alla guida della Sangiovannese