La Poggibonsese però non ci sta, soprattutto non ci sta il suo allenatore, Cristian Busato. Una carriera di altissimo livello come giocatore, condita da scudetti, coppe, ma soprattutto da un comportamento sempre impeccabile in campo e fuori. “Quello che è successo sabato – spiega il tecnico senese – è stato vergognoso. Non mi riferisco tanto all'errore clamoroso dell'arbitro che non ha visto il pallone entrare in rete da due metri, quanto per le accuse che questa persona mi ha rivolto al momento dell'espulsione. Secondo il direttore di gara avrei strappato con le nude mani la rete in quei secondi successivi alla mancata convalida”. Busato si difende. “A parte che avrei dovuto avere una forza sovrumana, ma soprattutto con queste affermazioni viene messa in discussione la mia integrità morale e viene lesa non solo la mia immagine, ma anche quella della mia squadra, sempre correttissima, e di tutto il movimento. Nella mia carriera – prosegue Busato – non ho mai avuto reazioni di questo tipo, eppure me ne sono capitate di ingiustizie, anche pesanti. (una finale di coppa Italia Prato–Lazio fu ripetuta, caso tutt'ora unico della storia della Figc, per scorrettezze reiterate dei tesserati biancocelesti che gettavano in campo palloni durante le azioni del Prato). La sconfitta resta – conclude – l'errore dell'arbitro anche, ma nessuno e ripeto nessuno può permettersi di accusarmi in maniera così vergognosa e ingiustificata come ha fatto quell'arbitro”.
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La rabbia della Poggibonsese
News Serie B | | 3 min di lettura
Busato: "Accusati di antisportività, una cosa assurda"
La Poggibonsese però non ci sta, soprattutto non ci sta il suo allenatore, Cristian Busato. Una carriera di altissimo livello come giocatore, condita da scudetti, coppe, ma soprattutto da un comportamento sempre impeccabile in campo e fuori. “Quello che è successo sabato – spiega il tecnico senese – è stato vergognoso. Non mi riferisco tanto all'errore clamoroso dell'arbitro che non ha visto il pallone entrare in rete da due metri, quanto per le accuse che questa persona mi ha rivolto al momento dell'espulsione. Secondo il direttore di gara avrei strappato con le nude mani la rete in quei secondi successivi alla mancata convalida”. Busato si difende. “A parte che avrei dovuto avere una forza sovrumana, ma soprattutto con queste affermazioni viene messa in discussione la mia integrità morale e viene lesa non solo la mia immagine, ma anche quella della mia squadra, sempre correttissima, e di tutto il movimento. Nella mia carriera – prosegue Busato – non ho mai avuto reazioni di questo tipo, eppure me ne sono capitate di ingiustizie, anche pesanti. (una finale di coppa Italia Prato–Lazio fu ripetuta, caso tutt'ora unico della storia della Figc, per scorrettezze reiterate dei tesserati biancocelesti che gettavano in campo palloni durante le azioni del Prato). La sconfitta resta – conclude – l'errore dell'arbitro anche, ma nessuno e ripeto nessuno può permettersi di accusarmi in maniera così vergognosa e ingiustificata come ha fatto quell'arbitro”.