QUARRATA – Voltare pagina e ripartire con ancora più determinazione. È questo l'obiettivo dell'Atletico 2001, che si prepara ad affrontare il campionato di Serie C2 2026/27 con la chiara intenzione di lasciarsi alle spalle una stagione da dimenticare. Dopo la retrocessione dalla C1, maturata al termine di un'annata ben al di sotto delle aspettative, il presidente Andrea Bernardo ha deciso di rilanciare il progetto puntando sulla continuità dello staff tecnico e su un gruppo costruito con ambizione e voglia di riscatto.

La prima conferma riguarda la panchina. Massimiliano Guido sarà ancora l'allenatore dell'Atletico 2001. Arrivato in un momento particolarmente delicato della passata stagione, il tecnico è riuscito a conquistare la fiducia della società grazie al lavoro svolto con il gruppo, ponendo le basi per un nuovo ciclo.  Accanto a lui torna una figura molto conosciuta nell'ambiente gialloblu: Massimo Novara ricoprirà il doppio ruolo di viceallenatore e general manager, assumendo un ruolo centrale nella costruzione della nuova squadra. È stato infatti lui, in piena sintonia con la società e con l'allenatore, a lavorare per allestire una rosa motivata e di qualità, chiamata a riportare entusiasmo dopo la delusione dell'ultima stagione.
Confermato anche Alessandro Guido come preparatore dei portieri, mentre lo staff si arricchisce con l'ingresso di Matteo Lombardi, nuovo team manager che avrà il compito di curare l'organizzazione della prima squadra. Resta inoltre al proprio posto Giovanni Bernardo, responsabile del materiale sportivo, figura ormai storica all'interno del club.

Sul fronte della rosa, l'Atletico 2001 riparte da un nucleo di giocatori che rappresenteranno l'ossatura della squadra. Sono stati infatti confermati Hysen Krasniqi, Alessio Nunziati, Emanuele Calendi, Alessio Simeone ed Elia Valloppi, elementi sui quali la società intende costruire il nuovo percorso. 

Quella dell'Atletico 2001 non sarà soltanto una ripartenza tecnica, ma soprattutto mentale. La retrocessione ha lasciato inevitabilmente il segno, ma la società ha scelto di non rivoluzionare il progetto, preferendo dare continuità a chi ha dimostrato serietà e attaccamento ai colori. L'obiettivo è chiaro: ricostruire un'identità forte, ritrovare entusiasmo e tornare a essere protagonisti.