Stefano Balestri "Arpi è stato tutto bellissimo"


12/05/2026 - L´esperto giocatore saluta Campi e lo fa con un´intervista a cuore aperto

Stefano Balestri è stato uno degli uomini simbolo del futsal toscano degli ultimi 20 anni. Lastrigiana, Prato C5, Futsal Prato e per ultima Arpi Nova, hanno potuto contare sulla qualità di un giocatore straordinario, che in questa stagione ha raggiunto traguardi importanti sia a livello personale (400 gol tondi in carriera) che di squadra (finale dei playoff di girone). Ora è arrivato il momento di cambiare nuovamente pagina, tra l'incertezza di dare continuità alla propria carriera nel regionale, o di appendere i famosi scarpini al chiodo

Stefano quest’anno hai sposato il progetto Arpi Nova, dimostrando ancora una volta di essere un giocatore di categoria. Avete raggiunto la finale playoff del girone in un campionato di alto livello, affrontando grandi partite. Come commenti la tua stagione?
Sì, l'estate scorsa ho sposato un progetto nuovo dopo tre stagioni al Futsal Prato, dove avevo fatto bene, anche se l’ultimo anno non era andato come desideravo. All'Arpi ho ritrovato la voglia di continuare a dimostrare che, nonostante l’età, posso ancora essere competitivo nei campionati nazionali. Ho trovato l’ambiente giusto per me: un nuovo allenatore, nuovi compagni e anche alcuni giocatori che già conoscevo. È stata una stagione dura, soprattutto a livello mentale, perché era tutto nuovo: società, compagni, modo di giocare. Però, allenamento dopo allenamento, ho capito di poter ancora fare la differenza e ho cercato di dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo playoff e migliorare il risultato della passata stagione. Credo che abbiamo disputato un campionato incredibile. A livello personale è stata una delle stagioni più belle della mia carriera, non tanto per i numeri, ma per dedizione, impegno, mentalità e per tutto il contesto che si è creato.

La tua è stata una carriera lunghissima, arrivata oltre i 40 anni, iniziata alla Lastrigiana e proseguita con altre esperienze importanti, fino alla A2. Guardando indietro allo Stefano Balestri che ha iniziato a giocare a calcio a 5, che bilancio fai del tuo percorso e cosa ti hanno lasciato tutti questi anni?
Per me il calcio a 5 è stato tutto. Non mi ha formato soltanto come giocatore, ma soprattutto come uomo. Mi ha insegnato il valore del gruppo, il rispetto degli impegni e l’importanza di dare sempre il massimo in tutto ciò che si fa.
Se guardo al mio percorso, il bilancio non può che essere estremamente positivo. Ho vissuto tante vittorie, ma anche sconfitte difficili, e credo che entrambe siano fondamentali nella crescita di un atleta e di una persona. Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa e mi ha aiutato a costruire il carattere e la mentalità che porto con me ancora oggi. Lascio il calcio a 5 nazionale con la soddisfazione di aver dato tutto e con la speranza di essere stato, anche solo in parte, un esempio per i più giovani che si avvicinano a questo sport. Vorrei che passasse il messaggio che, anche senza il professionismo, il calcio a 5 merita dedizione totale, sacrificio e passione, proprio come fosse un lavoro a tempo pieno.

La domanda che in molti si fanno riguarda il futuro di Stefano Balestri: continuerai nei campionati nazionali, magari scenderai di categoria oppure è arrivato il momento di fermarti e fare una riflessione diversa? Cosa ti senti di dire oggi?
Arrivato alla soglia dei 41 anni, credo sia normale iniziare a fare alcune riflessioni importanti. Oggi le priorità della mia vita sono cambiate e la famiglia viene prima di tutto. Per questo motivo voglio prendermi del tempo per metabolizzare la fine di questa stagione, che purtroppo non si è conclusa come speravamo. Al momento non ho preso accordi con nessuno, perché sento il bisogno di fermarmi e capire davvero cosa voglio fare per il mio futuro. Non escludo nulla: potrei continuare a giocare, ma c’è anche la concreta possibilità che questa sia stata la mia ultima esperienza nel calcio a 5 nazionale e che possa decidere di chiudere definitivamente la mia carriera.

Fai parte di quella generazione di giocatori nati negli anni ’80 che ha dato tantissimo al calcio a 5 e che oggi si avvicina alla conclusione di un percorso straordinario. Se dovessi fare alcuni nomi di compagni con cui hai avuto la fortuna di condividere questi anni, a chi penseresti?
Faccio parte di quella generazione che oggi si trova inevitabilmente a fare un bilancio della propria carriera e a capire se sia arrivato il momento di smettere, continuare oppure magari scendere di categoria pur di restare legata a questa passione.
Se devo fare dei nomi, il primo che mi viene in mente è Nicola D’Amico. È una persona nella quale mi rivedo molto per impegno, dedizione, sacrificio e mentalità. Credo incarni perfettamente tutto ciò che serve all’interno di uno spogliatoio e di una squadra vincente. L’altro nome è quello di Guglielmo Di Maso. Nonostante i tanti infortuni affrontati nel corso della carriera, non ha mai mollato un centimetro e ha sempre dimostrato quanto passione e determinazione possano fare la differenza in questo sport. Poi, chiaramente, stiamo parlando anche di un giocatore dal talento straordinario: uno dei più forti con cui abbia mai giocato, se non il più forte in assoluto.